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Musica

IL MIO DISCO ROMANTICO E INCAZZATO

L’Aura

È appena uscito l’ultimo album di L’Aura, caratterizzato da sonorità anni ’60, ’70 e ’90. Come racconta la cantautrice bresciana che ama i Beatles, adora leggere e ha un sogno nel cassetto che riguarda un certo Vasco…
di Clara Dalledonne

 

È uscito il 22 settembre e, senza timore di smentita, si può definire vintage. Non antico e neppure vecchio, perché di già sentito Il contrario dell’amore, l’ultimo album di L’Aura, ha ben poco. Però è vintage perché anche se non è stato inciso qualche decennio fa, un po’ lo sembra. Il disco è un viaggio attraverso la musica degli anni ’60, ’70 e ’90, le epoche più significative per la musica pop-rock.

È il terzo album di inediti dell’artista bresciana, che lo descrive come «un melodramma pop contemporaneo in tre atti, un racconto fatto di tredici canzoni e tre racconti brevi che narrano le vite di tre personaggi: Mary Jane (come l’omonima canzone di Alanis Morissette, manifesto dell’Alt Rock al femminile anni ’90), Lucy (come la canzone-simbolo degli anni ’60 “Lucy in The Sky With Diamonds” dei Beatles) e Lisa (da quello splendido ritratto anni ’70 che è “Sad Lisa” di Cat Stevens).

Ho creato tre alter ego che potessero narrare inmia vece i momenti cruciali che ho vissuto negli ultimi anni». Compositrice, autrice di testi, pianista e cantante, L’Aura è un talento poliedrico formatosi tra l’Italia e gli Stati Uniti, non deve quindi stupire che durante tutta la sua carriera abbia scritto indifferentemente in italiano e inglese, e così è anche in quest’ultimo album che contiene pezzi in entrambe le lingue: «italiano e inglese al momento per me si equivalgono, – spiega – mi piace giocare con la musicalità dell’inglese e con la ricchezza evocativa dell’italiano».

Il contrario dell’amore, che ha esordito al primo posto della classifica dei dischi più venduti su iTunes, esce a sei anni di distanza dal secondo album di L’Aura, un tempo di “gestazione” particolarmente lungo dovuto a motivi professionali ma anche personali: «avevo bisogno di riflettere e ricaricarmi e volevo prendermi tutto il tempo necessario per realizzare questo nuovo progetto. Inoltre ho avuto un bimbo, Leonardo. E quello già di per sé richiede una gestazione abbastanza lunga…».

Quanto è cambiata artisticamente in questi sei anni?
Come musicista mi sento più matura. Ho studiato con un vocal coach molto bravo, Maurizio Zappatini, e ho trovato una nuova dimensione sul palco: suonare il pianoforte con musicisti più bravi di me è uno stimolo per continuare a migliorare. I miei testi si sono fatti più articolati, e così anche le composizioni. Le tematiche e l’emotività, invece, sono le stesse dei miei esordi. In questo non sono cambiata.

Quali sono gli aggettivi più adatti per descrivere Il contrario dell’amore?
Variopinto, energico, romantico, incazzato.

Anni Sessanta, Settanta e Novanta: quale di questi periodi storici sente più vicino a lei musicalmente?
Tutti e tre, a dire il vero. Ma sono i Sessanta quelli più preponderanti all’interno dell’album. Probabilmente a causa della venerazione che sia io che mio marito Simone, che è il produttore dell’album, nutriamo verso i Beatles.

Non si può non notare che il suo viaggio attraverso le epoche passate salta gli anni Ottanta…
Volevo che questo disco avesse un sound live, che si avvicinasse molto ai miei primi dischi. Lo volevo con poca elettronica, per ritrovare quel sapore di cosa suonata e vera che si è un po’ persa negli ultimi anni. Gli anni Ottanta, specialmente in ambito pop, sono un po’ l’epoca-simbolo della musica elettronica, quindi per ora li ho bypassati. Mai dire mai…

La meccanica del cuore, il secondo singolo estratto dall’album, è ispirato all’omonimo libro di Mathias Malzieu. Cosa l’ha colpita di questo libro?
La capacità di descrivere con minuzia e creatività immagini surreali e suggestive.

Trae spesso ispirazione da opere letterarie?
Era già accaduto con Demian di Herman Hesse, che diede il titolo a una canzone e a un album ai quali resto molto affezionata, e sicuramente accadrà ancora.

Le piace leggere?
Moltissimo, e non leggo nemmeno la metà di quanto vorrei. In questo periodo mi sono letteralmente fissata con i libri di Kent Haruf: mi fa impazzire con i suoi ritratti di vita provinciale americana emozionanti nella loro semplicità.

Lei è una cantautrice, quindi scrive canzoni: ha mai pensato di provare altre forme di scrittura, per esempio di scrivere un libro?
Ho elaborato tre racconti che narrano in forma romanzata, intenzionalmente melodrammatica, gli avvenimenti realmente accaduti che si celano dietro alle canzoni del mio nuovo album. Saranno pubblicati a breve sul mio nuovo sito.

Nel video di La meccanica del cuore con lei c’è una donna. Da sempre è una sostenitrice dei diritti della comunità LGBT. Pensa che le unioni civili in Italia siano una vittoria o un’occasione persa?
Tutto quello che la nostra società fa per tutelare i diritti dei cittadini, indipendentemente dal colore della pelle, dal credo e dall’orientamento sessuale e politico, è un passo in avanti verso un futuro migliore.

Nonostante la sua formazione internazionale, ha anche riferimenti musicali in ambito italiano?
Ho sempre adorato Carmen Consoli, Elisa, Laura Pausini, Gianna Nannini e Irene Grandi. Poi band come Bluvertigo e Quintorigo, e poi ancora Cristina Donà. Fra le voci più nuove mi piacciono Francesca Michielin e Alessandra Amoroso. Ma anche Calcutta e Salmo. Fra i grandi della nostra musica ho il massimo rispetto per Battiato, Baglioni e Renato Zero.

Ha già all’attivo molte collaborazioni importanti. C’è un artista con cui vorrebbe lavorare?
Voglio scrivere con Vasco! Sarà piuttosto improbabile, ma sognare non costa nulla, no?

 

La trucklist dell’album
  • Another bad rainy day
  • La Meccanica del cuore
  • I’m an alcoholic
  • Cose così
  • Il Pane e il vino, Unfair
  • L’Amore resta se c’è una fine
  • Quest’estate finirà
  • What makes you a man
  • Portami via feat
  • Gnu Quartet
  • The Fear
  • The Bad side
  • Apologize
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